I 10 falsi miti sulla meditazione

Sapevi che fa bene meditare anche 10 minuti? Scopri i 10 falsi miti che ti impediscono di iniziare subito il tuo percorso di meditazione. Informazioni che spesso possono confondere, non solo chi è agli inizi ma anche chi si sofferma più sull’aspetto pratico e meno sulla conoscenza teorica.

L’aspetto pratico della meditazione è assolutamente da privilegiare e costituisce il 95% del progresso, ogni cosa ha però una parte teorica che è bene approfondire.

1 – Serve molto tempo per meditare

Serve molta costanza per trarre i massimi benefici dalla meditazione, non molto tempo. Bastano almeno 10 minuti al giorno, con costanza, per rilevanti miglioramenti. La costanza è l’elemento più rilevante, non il tempo. Quando avrai ottenuto grandi risultati con soli 10 minuti al giorno, sarà molto più semplice aumentare il tempo che ogni giorno puoi dedicare alla meditazione.

Raggiungere una media giornaliera di 30, 45 minuti, permette di raccogliere grandissimi risultati, ma bastano solo 10 minuti al giorno per vedere i miglioramenti. Quello che nessuno ti dice, è che la meditazione profonda ti rigenera quanto il sonno, ti servirà quindi meno tempo per riposare, se sei costante, pertanto è un’attività che virtualmente non richiede spazio nell’agenda.

2 – La meditazione è una pratica orientale

La meditazione esiste da quando esiste l’uomo. Ha trovato forme differenti in tempi e culture differenti. Quello che riteniamo una tecnica orientale è semplicemente una forma di stereotipo che si è tramandato tra le varie culture.

Ogni grande pensatore della storia aveva le sue tecniche di meditazione, già nella Grecia e Roma antica erano presenti delle forme di meditazione, che sono proseguite nel corso del tempo e in epoche differenti. Non tutto quello che si chiama meditazione è meditazione, e molto di quello che non si chiama meditazione è meditazione. Vedi su questo il punto 10.

3 – Solo le persone spirituali possono meditare

Tutte le persone sono spirituali, le energie spirituali, il livello energetico spirituale appartiene a ogni essere umano dalla nascita (in realtà anche prima). Solo alcune persone hanno interesse nello sviluppo della propria natura spirituale, Ogni essere umano ha il suo percorso, le sue sfide, il suo contesto.

Quindi anche se la natura spirituale è propria di ogni essere umano, non tutti sono interessati a svilupparla, migliorarla, raffinarla. Possiamo quindi dire che tutte le persone che sono interessate alla spiritualità, possono meditare. Non si può costringere nessuno a meditare e nessuno che non sia davvero interessato a lavorare sulla sua anima e sulla sua natura spirituale, potrà ottenere risultati forzandosi a delle azioni in cui non ha interesse.

4 – Per meditare bisogna rimanere immobili

Le tecniche di meditazione sono moltissime. Solo alcune richiedono di restare fermi. Se quello che ti frena è il fatto di rimanere fermo, ti invito a leggere l’introduzione alla meditazione o a provare una delle moltissime tecniche differenti esistenti. La meditazione è molto più varia di quello che pensi. Vedi punto 10.

5 – La meditazione è una tecnica buddista

Ci sono molte connessioni tra il buddismo e la meditazione. Ci sono molte connessioni tra l’induismo e la meditazione. Trovi molte connessioni tra quasi ogni religione orientale e la meditazione. Il Cristianesimo ha usato parole molto diverse, e alcune tecniche e metodi antichi sono stati persi, modificati, nascosti, ma possono essere chiaramente parificati a tecniche di meditazione.

La religione ha sempre avuto, come scopo innato e cristallino, quello di avvicinare l’uomo alla sua natura celeste. In ogni luogo è però anche presente lo scopo manipolativo, legato al potere, di controllare questa natura e questo potere.

Osservando le pratiche religiose dal punto di vista di guida, troviamo sempre dei riferimenti alla meditazione, in ogni cultura, se non ci lasciamo distrarre da quanto ha fatto l’uomo per modificare gli insegnamenti, possiamo comprendere quanto la meditazione sia stata un potente strumento di guida degli iniziati, in ogni epoca.

6 – Serve assoluto silenzio per meditare

Il silenzio assoluto è una condizione così rara, che chi si approccia alla meditazione soltanto in questa condizione è destinato a non meditare mai. Avere a disposizione varie tecniche diverse, permette di poter meditare in qualsiasi circostanza.

Le sorgenti di rumore esterno sono ovviamente fonti di possibile distrazione e per raggiungere stati di meditazione profonda, è necessario il silenzio. Ma ogni momento e contesto ha la sua giusta tecnica per poter godere dei frutti della meditazione e troppo spesso si cercano nelle condizioni esterne delle scuse per rimandare la pratica e mantenere i meccanismi abitudinari.

7 – La meditazione serve a fermare i pensieri

La mente ha lo scopo di processare le informazioni, non è qualcosa di negativo da evitare, qualcosa di dannoso da guarire o bloccare. La mente è una delle tante parti del nostro organismo, l’unica cosa negativa è pensare che la mente è quello che siamo, che la nostra identità sia definita e racchiusa nei nostri pensieri.

Non possiamo fermare il nostro cuore, desiderando con la volontà di farlo, se anche potessimo farlo, sarebbe la nostra rovina, perché senza il cuore il corpo smetterebbe di vivere. Con la meditazione si entra in contatto con una parte più elevata della nostra natura, si può osservare la mente, la si può vedere come una delle tante bellissime parti del nostro essere.

Con gli occhi vediamo la mano destra, la mano sinistra, le dita, le gambe, i piedi, e tutte le altre parti del corpo fisico. Non pensiamo di essere la nostra mano, sappiamo però che la mano è parte di noi. Non è la mano che definisce la nostra natura ma la nostra natura che definisce la nostra mano.

Meditando incontriamo noi stessi, in modo più completo, vediamo la mente come parte di un grande organismo, lasciamo che la mente faccia il suo lavoro e impariamo a dirigere la nostra volontà e la nostra attenzione a quello che scegliamo.

8 – Ci vuole molto tempo per imparare a meditare

Per imparare a meditare bastano 10 minuti, questo è il tempo che serve a qualcuno che lo sa fare per spiegare come si inizia, puoi in alternativa leggere questa introduzione alla meditazione, non prende più di 10 minuti. Per metterla in pratica bastano sempre 10 minuti, ogni giorno.

Con la pratica si impareranno le cose che servono e con il tempo si potrà migliorare sempre di più. Non è importante meditare in modo perfetto, non ci sono delle competizioni olimpioniche che valutano lo stile o l’efficacia, serve a vivere se stessi e a praticare l’esistenza in modo più consapevole, a incontrarsi, conoscersi e praticare la relazione con sé stessi.

Se ci fosse un modo per abbracciare la vostra natura più intima, vi chiedereste qual è il modo perfetto per farlo, attendendo di raggiungere la perfezione, oppure iniziereste a farlo, cercando con il tempo di migliorare, giorno per giorno?

9 – La meditazione si esegue a gambe incrociate (posizione del loto)

Alcune tradizioni orientali ci rimandano immagini di monaci o yogi che meditano in posizioni complesse. Per alcune persone è impossibile sedersi a gambe incrociate nella posizione del loto. Quel tipo di posizione è collegato a concetti culturali e religiosi, che derivano da una tradizione che è propria di certi tempi e luoghi.

Non serve assumere posizioni scomode per meditare, anzi, la posizione troppo scomoda impedirà il rilassamento e renderà la meditazione una tortura. La posizione giusta varia da persona a persona, è importante stare comodi, è importante però anche trovare la posizione che ci tenga svegli.

Tornati a casa dopo una giornata di lavoro, meditare sdraiati sul letto, sotto le coperte, con la stanza buia, rende molto difficile non addormentarsi. Basta sedersi su una sedia senza appoggiarsi allo schienale, non è necessario complicarsi la pratica con regole o posizioni assurde.

10 – La meditazione è una disciplina

La meditazione è uno stato di coscienza superiore che si raggiunge attraverso varie tecniche ed è anche il termine generico che si utilizza per descrivere queste tecniche. Questa distinzione è importante, in quanto si possono praticare delle tecniche di meditazione ma senza riuscire a raggiungere uno stato di coscienza più elevato.

Non basta eseguire una delle varie tecniche per raggiungere il risultato per questo è importante tenere a mente che non è importante quale tecnica si utilizza ma il raggiungimento di uno stato di coscienza superiore, non è importante la strada che si sceglie per arrivare a destinazione ma arrivarci.

Ci sono molti stati di coscienza superiori, anche la sola presenza mentale è già uno stato superiore, sebbene non il più elevato. Praticare ogni giorno permette di uscire dagli automatismi e raggiungere una prospettiva migliore, quella che in quel momento è possibile raggiungere.

Conclusioni

La meditazione è antica quanto l’uomo e la letteratura a riguardo è molto vasta. Le tecniche per raggiungere gli stati meditativi sono molte e sempre in aumento, le informazioni riguardo la meditazione sono molte e spesso espresse in modo poco chiaro e contraddittorio.

Grazie alla pratica, anche chi non ha alcuna esperienza potrà muoversi all’interno di queste informazioni in modo più semplice, non bisogna quindi lasciarsi intimorire dai dati in circolazione, ma prendere una delle molte pratiche semplici a portata di mano e iniziare a fare esperienza personale.

Leggere nutre solo la mente e nella meditazione stiamo nutrendo e praticando la nostra anima. Bastano 10 minuti al giorno per vedere la differenza. Se vuoi migliorare la qualità della tua meditazione, metti una quantum card The Bridge sotto di te oppure bevi acqua energizzata con The Source x7000.

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