La preghiera universale

La preghiera universale è un modo per pregare, senza differenze di religione o di credo. Si può praticare in ogni luogo, senza aver bisogno di un luogo di culto, di immagini sacre, incensi o candele. Per impararlo è necessario però comprendere cosa significa pregare, quale è lo scopo della preghiera e a chi rivolgiamo le nostre preghiere.

La preghiera religiosa

Ogni religione ha un repertorio differente di preghiere, questo è necessario per due motivi principali. Primo, avendo istruzioni precise sulle parole da pronunciare, sulla posizione da assumere, sui segni da effettuare, si rende più semplice l’esecuzione del gesto. Anche un bambino può imparare a pregare, nello stesso modo in cui impara una poesia a memoria.

Il secondo motivo è quello di avere un rituale condiviso. Molti fedeli possono riunirsi ed eseguire le preghiere, utilizzando gli stessi gesti e le parole. La preghiera quindi diventa anche un rito sociale ed espressione di un popolo. Nonostante le molte differenze tra religioni, il significato è uguale, istruire in modo semplice anche i novizi, i bambini e coloro che non hanno alcuna sensibilità spirituale.

Limiti delle religioni

Il significato di ogni religione è quello di essere un collegamento, tra Dio e le persone. Per questo ci sono pratiche condivise, norme e regole e spiegazioni semplificate o ermetiche, in grado di fornire una guida e un percorso ai fedeli. Ogni guida, per fornire sicurezza deve però presentarsi come verità universale, indiscutibile e questo rende ogni culto utile al novizio e limitante con il progredire del percorso, dove le verità universali oggettive possono essere sostituite a realtà esperienziali soggettive.

Durante la scuola guida viene richiesta una certa posizione del corpo e delle mani, che è utile a imparare a guidare, ma nessun pilota professionista guiderebbe in quel modo.

A chi si rivolge la preghiera

Sappiamo che ogni religione ha concetti più o meno differenti su Dio. Oltre le religioni più diffuse abbiamo molte visioni differenti di Dio. Popoli antichi pensavano che Dio fosse dentro ogni cosa, altri lo immaginavano come il Sole, altri ancora avevano una schiera di divinità differenti o due divinità a polarità maschile o femminile.

L’essere umano ha fatto del suo meglio, nel corso della storia, per dare etichette differenti al creatore o entità generante o Universo, Uno. Se prendi 10 vasetti di marmellata di fragole, e ci attacchi sopra 10 etichette diverse, non cambierai il suo contenuto. La preghiera rivolta a Dio non ha bisogno di niente per arrivare a destinazione, puoi anche non usare nessun nome e funzionerà, puoi usare un nome che è vero solo per te ma che nessuno usa, funzionerà ugualmente. Ma cosa significa “funzionare?”, che senso ha pregare e che cosa si ottiene?

A cosa serve pregare

Imparare pregherie a memoria, recitare mantra in altre lingue o altre forme innovative, ha portato molte persone a credere che pregare fosse un gesto pratico per ottenere un certo scopo. Chiedendo a persone di fede differente, si può scoprire che qualcuno prega per ringraziare dei doni ottenuti, altri per chiedere perdono delle azioni per cui si sente pentito, molto più spesso pregare è un modo per chiedere qualcosa.

Il futuro è incerto e tutti hanno molti desideri e necessità. Molte persone quindi pregano per chiedere più soldi, un buon lavoro, che il loro innamorato ricambi il sentimento, che una certa malattia sparisca, etc. Quale tra questi è il modo corretto e come mai?

La funzione della preghiera

Un ragazzo parte da casa per trovare la felicità, avere successo, vedere il mondo e imparare la vita e l’amore. Ogni giorno è pieno di sfide che lo impegnano e rapiscono la sua attenzione, ogni giorno cerca di fare del suo meglio, anche quando è privo di forze e il suo meglio è semplicemente restare al buio a leccarsi le ferite. Capita ogni tanto che trova un momento per chiamare a casa: che cosa può dire ai suoi genitori? Qual è la frase giusta?

Ci sono ragazzi che chiamano solo per chiedere soldi, altri che chiamano per sfogarsi, altri per raccontare come gli vanno le cose. Ogni età, ha la sua modalità, le sue richieste, le sue esigenze. Con il tempo si telefona a casa semplicemente per stare insieme, anche se lontani. Per portare avanti il rapporto, il legame. Per coltivare l’amore e la relazione e farla crescere ogni giorno, senza rischiare che la vita ci faccia dimenticare chi siamo, da dove veniamo, chi ci ama profondamente qualsiasi cosa facciamo, chi ci conosce davvero e ci ama per come siamo. Chi è sempre dalla nostra parte e spera nel nostro massimo bene possibile.

Pregare è semplicemente questo. Stare insieme, coltivare il rapporto, vivere e nutrire l’amore reciproco. Ci sono momenti in cui raccontiamo di noi, altri in cui ringraziamo, momenti in cui chiediamo perdono, altri in cui chiediamo consiglio, benedizione, aiuto, guarigione. Ma si chiama a casa per stare insieme, passare del tempo insieme, per amare.

La preghiera universale

Non servono parole a memoria per la preghiera universale. Non serve trovare il nome giusto con cui chiamare Dio. Pregando con il cuore, basta semplicemente essere autentici, veri, e aprire il nostro spirito completamente. Senti di voler parlare di come stai, di cosa provi? Segui quello che senti nel cuore, senza paura.
Sei arrabbiato o ferito? Come litigheresti con un genitore anziano, così puoi fare con Dio.
Hai un desiderio? Parlane, raccontagli le tue fantasie e come sogni di vivere questo tempo sulla terra.
Se il cuore è aperto, il dialogo sarà sempre più facile ed il rapporto potrà crescere giorno dopo giorno.

La risposta alle preghiere

La funzione delle preghiere è costruire e fare crescere il rapporto con Dio, l’Uno, l’Universo, il Tutto. Le parole che iniziamo ad usare, sono quelle del linguaggio parlato, ci aspettiamo che le risposte possano avvenire in modo simile. Che arrivi una voce a riempire la stanza, che appaiano delle luci o che cespugli prendano fuoco. Sebbene non è impossibile che questo accada, nella maggior parte dei casi, le risposte arrivano con avvenimenti, idee brillanti che appaiono nella mente e anche con persone che ci danno delle informazioni o agiscono in certo modo, facendoci comprendere alcune cose o agendo in modo da aiutare il nostro percorso.

Alcune persone hanno una sensibilità maggiore, e quando pregano con il cuore, sentono intorno a loro l’energia e l’amore del padrone di casa. Pregare quando si è abbracciati dall’Uno è molto più facile e piacevole. Ogni persona ha i suoi ritmi e la sua sensibilità e fino a che non si sviluppa la propria natura spirituale è importante cercare nella vita di ogni giorno, nei fatti, nelle parole e azioni, le risposte che chiediamo, ricordando che il senso della preghiera non è ottenere, ma vivere l’amore con il tutto. Questo è particolarmente valido per la preghiera universale che proponiamo.

Conclusione

La preghiera universale è un gesto che permette di costruire e migliorare la propria relazione con Dio. Nel modo personale in cui lo vedi, per come lo senti, per come è giusto per te. Che tu lo immagini maschio, femmina, uomo con la barba, intelligenza senza forma, pulviscolo quantico che permea ogni cosa. Qualsiasi sia il nome che gli dai, nel costruire una relazione, lui amandoti senza condizioni, ti insegnerà l’amore incondizionato, accettandoti per le tue peculiarità ti insegnerà che il difetto non esiste, accogliendoti in ogni momento lo cercherai ti insegnerà il perdono, abbracciandoti ogni volta che ne avrai bisogno ti farà vedere che non sei mai solo.

Quello che impariamo sull’amore universale, all’inizio proveremo ad applicarlo sugli altri, pensando che prenderci cura dei suoi figli, sia un modo per mostrargli il nostro affetto. Successivamente ci accorgeremo che la separazione tra noi figli è solo illusione, e il bene che agiamo all’esterno, riguarda ciascuno di noi singolarmente; noi come umanità ed il tutto di cui facciamo parte.

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